Galleria Home

LOGHI E SOCIAL

                    
Impara ad imparare.
#sviluppocognitivo

STORIA DELLA NASCITA DELL'EAM, ESPERIENZA DI APPRENDIMENTO MEDIATO DI FEUERSTEIN

ehm mani che si stringono
"L'area d'interesse dell'EAM è l'interazione tra l'essere umano e il suo ambiente socio-culturale. (...) L'EAM è ampiamente definita come l'interazione di un individuo attraverso un mediatore umano. (...). La teoria dell'Esperienza di Apprendimento Mediato venne sviluppata nel periodo 1950-1963 durante il quale Reuven Feuerstein  lavorò con un vasto numero di bambini che manifestavano notevoli disfunzioni (...) intellettive. Questi incontri avvennero con il primo contatto di Reuven Feuerstein con la scuola di pensiero di Piaget (trascorrendo 3-4 giorni alla settimana a Ginevra e 2-3 giorni nei campi francesi dove migliaia di bambini venivano esaminati e preparati per l'emigrazione in Israele).
Il notevole gap che molti di questi bambini manifestavano nelle loro prestazioni relativamente alle consegne di Piaget e ad altre consegne cognitive (come quelle strutturate da André Rey), quando esse venivano confrontate con i bambini di Ginevra, fece fare due considerazioni: la differenza culturale e la deprivazione culturale. Anche se le prestazioni cognitive erano simili per entrambi i tipi di bambini e di adulti, si poteva vedere un'importante differenza. Laddove l'individuo con una differenza culturale mostrava una buona capacità di essere modificato attraverso la diretta esposizione agli stimoli, anche senza uno speciale investimento, ciò non accadeva con l'individuo culturalmente deprivato. I soggetti con differenze culturali si aggrappavano a nuove esperienze alle quali venivano esposti e le modifcavano in esperienze nuove e più efficienti da apprendere.
Ciò contrastava notevolmente con coloro che erano deprivati culturalmente che mostravano maggiori o minori difficoltà nel beneficiare dalle nuove esperienze alle quali venivano esposti. Avevano bisogno di un investimento da parte dell'esaminatore che andava molto oltre ciò che l'esaminatore o l'insegnante era abituato a fare. La differenza nella capacità di beneficiare dal tipo di esposizione diretta, richiedeva una spiegazione che non poteva essere facilmente trovata nei classici approcci convenzionali di valutazione e di promozione dell'intelligenza. Le discussioni con Rey, che aveva parte attiva in queste analisi, e con il gruppo di Piaget, furono utili per definire il problema e per definire la teoria dell'EAM. Le nostre osservazioni di base ci condussero a considerare chi era culturalmente differente come una persona dotata di capacità di apprendimento che poteva acquisire laddove ne era esposto e condizionato dalla sua cultura. Ciò consentiva all'individuo di beneficiare dalle opportunità formali ed informali di apprendere. (Un'esperienza molto forte e una conferma di questa ipotesi giunse 35 anni più tardi con l'esperienza che si ottenne dallo studio di un estremo caso di differenza culturale - gli ebrei etiopi immigrati che mostravo un elevata capacità di apprendimento pur essendo molto distanti culturalmente dalla cultura occidentale israeliana alla quale dovevano adattarsi). Questo modello di adattamento era in contrasto con quello degli individui che avevamo osservato e che non potevano beneficiare da una diretta esposizione agli stimoli e avevano bisogno di un notevole investimento nell'EAM al fine di apprendere ciò che gli altri apprendevano senza difficoltà. Ciò che è evidente è che i deprivati culturalmente dovevano "imparare ad imparare" attraverso la mediazione. Questo gruppo venne definito da noi come "culturalmente deprivato" perchè non erano esposti alla loro cultura e perciò diventavano incapaci di beneficare da una diretta esposizione agli stimoli (...). L'individuo deprivato culturalmente è colui che, sebbene non sia stato esposto o non sia stato in grado di beneficiare dall'esposizione all'esperienza di apprendimento mediato, è privo di strumenti di apprendimento, di abitudini, disposizione, e propensità all'apprendimento. La sua "modificabilità"  (...) è più o meno ristretta. (...). Senza considerare le ragioni di questa mancanza di trasmissione o di mediazione, esse determinano mancanza di modificabilità, rigidità e basso livello di adattabilità dell'individuo o del gruppo." Da: Mediated Learning Experience, Theoretical, Psychosocial and Learning Implications", Reuven Feuerstein, Pnina S. Klein, Abraham J. Tannenbaum, Freund Publishing House LTD, 1994. Traduzione della Dott.sa Lastella Nicoletta, Presidente Centro per lo Sviluppo delle Abilità Cognitive Coop. Soc. 

Aiuta anche tu la COOPERATIVA
e i suoi progetti

Donaci il tuo 5 x MILLE, per noi è un grande aiuto per crescere.

CODICE FISCALE  06972390964

Per NATALE scegli i nostri Panettoni e Pandori Artigianali e SOLIDALI.

Per PASQUA scegli le nostre Uova e Colombe Artigianali e SOLIDALI.

Acquista una GUIDA dallo shop e sostieni i nostri progetti.


Seguiteci sui social

Segui la Cooperativa sui Social Network!

Profili D.ssa Nicoletta Lastella
                
Profili CSDAC Sviluppo Cognitivo
                
 








 

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente Sito Web, ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Centro per lo Sviluppo delle Abilità Cognitive Coop.Sociale.



Centro per lo Sviluppo delle Abilità Cognitive Coop.Sociale | Privacy Policy P.IVA: 06972390964

Normativa Resi e Rimborsi | Condizioni generali di vendita | Spedizioni e consegne | Assistenza clienti


Web Engineering by Wonderarts