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Impara ad imparare.
#sviluppocognitivo

Parrocchia S. Francesco – Sez. Scuola Materna - con testimonianze

Parrocchia S Francesco – Sez Scuola Materna  co

Parrocchia S. Francesco – Sez. Scuola Materna

Sede legale: via Concordia, 6
Sede operativa: via Giovanni XXIII, 16
20020 Cesate (MI)
Tel. – Fax   02.9940354

Questa scuola ha usufruito della formazione finanziata offerta dal Centro per lo Sviluppo delle Abilità Cognitive con i fondi interprofessionali. 

Ecco qui una testimonianza di una mamma:


La nostra scuola dell'Infanzia paritaria San Francesco di Cesate ha iniziato ad applicare come "prova" ai bambini di 5 anni il metodo Feuerstein. Un'idea fantastica! Come mamma posso ritenermi fortunata. Ha insegnato molto sia a mio figlio, sia a me. Lo "studio" delle schede è diventato per noi un momento di riflessione e di dialogo, uno spazio tutto nostro per fermarci a riflettere. Devo anche dire che è molto divertente confrontarsi l'un l'altro ... e se ogni tanto sbaglio è, secondo il mio bambino, perchè non mi sono fermata a pensare. Ottimo lavoro da parte delle Insegnanti!
  
Ed ecco la testimonianza di un insegnante:

 La mia esperienza di mediatrice Pas Basic comincia con bambini di cinque anni all’interno  della Scuola Materna, con lezioni della durata di un’ora e trenta minuti, per tre volte consecutive, alla settimana, in gruppi di undici.
Inizialmente ero molto preoccupata per il ruolo che sarei andata a svolgere e per le responsabilità consequenziali.
In effetti il trasferimento di nuovi stimoli e informazioni atte allo sviluppo delle funzioni cognitive a bambini di così piccola età applicate per la prima volta, costituivano timori circa gli effetti, che potevano dar luogo ad errate informazioni, lesive del pensiero ipotetico e altri effetti.
Tuttavia, senza rinunciare all’entusiasmo davo inizio al nuovo corso, che dava subito i suoi frutti, con manifestazioni di entusiasmo da parte dei bambini e, per effetto, da parte mia.
E’ stato così confermato il pensiero iniziale, rivalutando e riconfermando che l’educatore/mediatore può dotare il bambino di quegli strumenti necessari per renderlo capace di “imparare a imparare”.
Personalmente ho avuto modo di osservare e favorire la “modificazione” attraverso la somministrazione dello strumento ”Organizzazione di Punti”.
Questo strumento, fra gli altri obiettivi, ha anche quello di introdurre i concetti base della geometria.
Dopo una serie di sedute, sono venuta a conoscenza che un alunno, osservando le piastrelle di casa propria, indicava alla mamma l’angolo retto e le linee rette della singola  piastrella.
Si evidenzia che, utilizzando lo strumento ”Organizzazione di Punti”, i bambini utilizzavano inizialmente gli aiuti evidenti, per tracciare le linee ed ottenere così il quadrato e il triangolo.
Attualmente, quasi alla fine delle pagine-strumento, gli stessi bambini elaborano le strategie per tracciare ed individuare le figure anche senza nessun aiuto ed in presenza di punti distrattori i quali non vengono considerati, poiché i bambini, utilizzando il comportamento comparativo, confrontano con le figure precedenti e identificano gli errori.
Potrei portare ancora molti esempi di modificabilità, ma rischierei di dilungarmi.
Spero che queste esperienze possano servire ad altri per confermare che la sistematicità della somministrazione degli strumenti PAS, induce il soggetto, attraverso le funzioni cognitive proprie, alla modificazione.  

ECCO IL TESTO SCRITTO DALLA SCUOLA PER DIFFONDERE L'ESPERIENZA DEL METODO  FEUERSTEIN NELLA SCUOLA MATERNA
 


Un momento … stiamo pensando!
Il Metodo Feuerstein alla Scuola dell’Infanzia
 

 
Con la nostra insegnante e con i nostri compagni osserviamo la scheda e ….
“Un momento, pensiamo!”
 
Ci prendiamo del tempo, ci concentriamo, non diamo attenzione a stimoli che possono distrarci e cerchiamo di capire quali sono i problemi che la pagina dello Strumento ci propone.
 
Ci chiediamo “Cosa dobbiamo fare?” “Cosa ci è chiesto di fare in questa pagina?”.
 
Osservando con attenzione e facendo delle ipotesi arriviamo a definire la natura del problema e gli obiettivi del lavoro.
L’insegnante, che ormai abbiamo imparato essere per noi un MEDIATORE, ci fornisce gli “strumenti di lavoro” necessari a svolgere il compito: i concetti, i vocaboli, le operazioni mentali.
Insieme cerchiamo le regole, le relazioni tra i dati, le strategie utili per raggiungere l’obiettivo proposto dal compito.
 
Abbiamo per questo bisogno di :
-        Osservare molto bene la pagina, come dice la maestra di “scannerizzare”.
-        Raccogliere in maniera sistematica i dati.
-        Descrivere con i termini giusti ciò che osserviamo.
-        Organizzare le informazioni raccolte.
 
Quando lavoriamo talvolta ci scoraggiamo, perché non sempre troviamo subito la risposta alle domande.
Abbiamo imparato, però, che bisogna dirsi “Un momento …”, prendersi il tempo necessario per pensare e non essere impulsivi nel dare la risposta.
 
Talvolta è difficile farlo, ma abbiamo imparato ad aspettare il nostro turno pel parlare, ad ascoltare gli altri bambini, che talvolta danno diverse risposte alla stessa cosa che noi stiamo guardando, insomma ad ascoltare e rispettare anche il loro punto di vista e le loro diverse strategie di lavoro.
 
Ogni volta ci rendiamo conto che il problema posto dalla pagina che abbiamo di fronte è simile ad alcuni compiti che affrontiamo durante la nostra vita quotidiana.
Al termine, tutti insieme troviamo una sintesi comune di ciò che si è discusso e si è scoperto e facciamo degli esempi. Questa sintesi la chiamiamo “PRINCIPIO”: la maestra lo scrive sulla nostra pagina, che poi portiamo a casa e insieme ai nostri genitori ne discutiamo.
 
Tra i principi che troviamo c’è questo “Per meglio risolvere un problema è bene pianificare delle strategie”.
Ad esempio a casa questo principio lo ritroviamo e può esserci utile quando perdiamo un gioco (Ritorno sui miei passi per vedere dove l’ho perso), quando rovesciamo l’acqua a tavola (Cosa prendo per pulire? Da dove parto?).
 
Abbiamo imparato che sbagliare non è una brutta cosa, che l’errore è un’occasione di apprendimento e di crescita, perché ci offre l’opportunità di trovare strategie nuove.
A ragionare sul processo che ci porta a dare una determinata risposta più che sulla risposta stessa,
sul COME più che sul CHE COSA.
 
 
A scuola
 
–      Impariamo nuovi concetti e vocaboli.
–      Impariamo a mettere in relazione tra loro i concetti, gli eventi e i fenomeni.
–      Impariamo a pensare per ipotesi, a immaginare quale potrebbe essere la conseguenza di una scelta.
–      Diventiamo consapevoli della relazione tra le nostre emozioni e ciò che le produce.
–      Riflettiamo sulle situazioni, ragioniamo sui processi necessari per svolgere un compito.
–      Ci sentiamo competenti e in grado di dare il nostro contributo prezioso al gruppo.
–      Analizziamo e confrontiamo situazioni socio-comportamentali per trovare la soluzione empatica al problema “Qual è il modo migliore per aiutare quella persona in difficoltà?”
–      Confrontiamo le situazioni, considerando gli aspetti rilevanti e valutando le possibili conseguenze, il perché si verificano e come possono essere cambiate.
–      Impariamo a essere precisi nel lavoro.
–      Impariamo a controllare la nostra impulsività.
 
Ci confrontiamo con la novità.
Comprendiamo ed apprezziamo il diverso.
Organizziamo ciò che ci appare complesso e ci relazioniamo con esso.
Applichiamo ciò che impariamo alla nostra vita quotidiana e a varie situazioni
 
Insomma,
noi impariamo ad imparare!!!!


La testimonianza di Sabina, maestra della scuola e mamma: http://tinyurl.com/hflb489

La testimonianza di Monica, dirigente della scuola: http://tinyurl.com/z5b4dx2

La testimonianza di Debora, maestra della scuola: 
http://tinyurl.com/htdaasz


La testimonianza di Milena, maestra della scuola: http://tinyurl.com/jzsvtl3

La testimonianza di Giovanna, maestra della scuola: 
http://tinyurl.com/zusj56b

La testimonianza di Alice, maestra della scuola materna: 
http://tinyurl.com/hwm5kgj


Leggi qui per la formazione finanziata alle scuole paritarie come fare
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