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OBIETTIVI E MODALITA' DEL GIOCO COGNITIVO FEUERSTEIN

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OBIETTIVI E MODALITA' DEL GIOCO COGNITIVO FEUERSTEIN

Un bambino ha bisogno di apprendere attraverso un mediatore. Questo è ciò che ci insegna Feuerstein. L'apprendimento infatti per Reuven Feuerstein, contrariamente da quanto affermato da Jean Piaget, non avviene attraverso incontri casuali di stimoli, bensi attraverso esseri umani che presentano al bambino il mondo, in tutte le sue sfaccettaure. Il mediatore è per Feuerstein prima di tutto il genitore, che, con la sua amorevole presenza, sollecita l'apprendimento nel bambino. Nulla per Feuerstein è appreso per caso, un buon apprendimento è frutto dell'organizzazione e della pianificazione di un mediatore di una data attività nella quale si possono apprendere specifiche cose della vita. Il mediatore dunque deve manifestare al bambino la ferma intenzione di fargli sperimentare qualcosa di eccitante e di indimenticabilie ai fini dell'apprendimento, qualcosa che lascerà un segno indelebile nel suo bagaglio di esperienze. Il gioco cognitivo si presta particolarmente a questi intenti, motiva all'apprendimento perchè basato sulla scoperta e sul ragionamento metacognitivo. Per produrre frutti deve però essere un'attività sistematica, svolta quotidianamente soprattutto in età prescolare. Le domande possiibili all'interno del gioco che si può pianificare sono: dove abbiamo già visto una cosa di questo genere? Quali altre cose conosci che si comportano/sono fatte così? Cosa succederà se prendiamo questo e facciamo questa azione? Ecco tre esempi di domande metacognitive, l'ultima chiaramente basata sulla stimolazione del pensiero ipotetico. 
L'espeirenza diretta che coinvolge i cinque sensi del bambino è alla base dell'apprendimento. Toccare, annusare, ascoltare, gustare, sentire sono tutti verbi sui quali si basa il gioco cognitivo di Feuerstein che, per essere tale, viene corredato dal mediatore di domande che stimolano la curiosità del bambino. Ebbene, è proprio la curiosità che va stimolata. Generare bambini curiosi che a loro volta si fanno delle domande sugli stimoli che incontrano significa stimolare capacità di apprendimento che vanno poi autonomamente alla ricerca di risposte. Significa generare interesse attivo per come sono fatte le cose, per come potrebbero essere usate, per i fenomeni che le riguardano e le mutazioni che esse potrebbero subire (processi di causa-effetto, mezzo-fine).
Investire come genitori nel gioco cognitivo PRECOCEMENTE significa diminuire difficoltà attentive future a scuola e nel lavoro, significa allungare i tempi esplorativi e tenere alto l'interesse e la curiosità per tutto ciò che ci circonda. Significa stimolare un futuro nel quale la persona va a cercarsi da sola lo stupore delle cose e delle persone che incontra. 
Dott.ssa Lastella Nicoletta

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