Ho cominciato la mia professione di formatore della metodologia Feuerstein prima di tutto come mamma di Davide, persona Down che sempre ha saputo stupirmi nella sua crescita come individuo pieno di risorse e soprattutto con un’energia straordinaria nel superamento dei limiti del suo cromosoma in più.
Ho potuto apprezzare nel tempo la fantastica “medicina” degli Strumenti del Programma di Arricchimento Strumentale, quale potenza essi sono per il funzionamento autonomo ed efficiente della mente, quale rispetto portano alla persona, quali artifici possiedono per elevare il pensiero dell’uomo. Ho creduto molto e ancora credo negli obiettivi e nelle strategie proposti dal metodo elaborato da Reuven Feuerstein e ho sempre ritenuto il Professore come un premio Nobel purtroppo mancato. Veramente meriterebbe questo premio, Reuven Feuerstein, un vero genio della mente, nel mio cuore colui che mi ha ridato un figlio che credevo perduto. Se oggi Davide può vantare di non aver mai fatto un programma differenziato a scuola, di aver potuto stare in casa da solo dall’età di 8 anni (prendendo pure le telefonate per i membri della famiglia quando mancavano e riportandone fedelmente il contenuto!), di saper andare in giro da solo per la sua città (Garbagnate Milanese) , di saper giocare a rugby come un tesserato qualunque del rugby Lainate, deve molto di tutto ciò alla dedizione e alla determinazione del Prof. Feuerstein verso la causa da lui ben sintetizzata al giornale “Le Monde” alcuni anni fa: “I cromosomi non avranno l’ultima parola”.
Vorrei dunque che il mio lavoro sia per sempre a favore di questa mission, nonostante le preoccupazioni e le tristezze che ho incontrato nel mio percorso di formatore, che hanno sempre e comunque rafforzato i miei sforzi per dare ancora di più, attraverso il mio lavoro, un futuro alle persone con difficoltà di apprendimento, nella certezza che anche loro potranno essere parte attiva ed integrante della società svolgendo una vita autonoma nella quale credo e crederò sempre.
Invictus
"DAL PROFONDO DELLA NOTTE CHE MI AVVOLGE
BUIA COME IL POZZO PIÙ PROFONDO CHE VA DA UN POLO ALL'ALTRO
RINGRAZIO GLI DEI CHIUNQUE ESSI SIANO
PER L'INDOMABILE ANIMA MIA
NELLA FEROCE MORSA DELLE CIRCOSTANZE NON MI SONO TIRATO INDIETRO NÉ HO GRIDATO PER L'ANGOSCIA
SOTTO I COLPI D'ASCIA DELLA SORTE
IL MIO CAPO È SANGUINANTE, MA INDOMITO
OLTRE QUESTO LUOGO DI COLLERA E LACRIME
INCOMBE SOLO L'ORRORE DELLE OMBRE, EPPURE LA MINACCIA DEGLI ANNI
MI TROVA, E MI TROVERÀ, SENZA PAURA
NON IMPORTA QUANTO SIA STRETTA LA PORTA
QUANTO PIENA DI CASTIGHI LA VITA
IO SONO IL PADRONE DEL MIO DESTINO
IO SONO IL CAPITANO DELLA MIA ANIMA."
William Ernest Henley (1849-1903)
"Io sono per la vita, sempre, sono per aiutare a vivere, sono per far vedere quali sono gli aspetti importanti anche di una vita deludente, perchè c'è il futuro, perchè c'è la speranza, perchè ci deve essere la fiducia." Da:"La Fatica di Crescere. Valori Smarriti per un'Adolescenza da Ritrovare" - Vittorino Andreoli, Rizzoli, 2009.
ALCUNE UTILI TESTIMONIANZE:
La prima testimonianza su di me la può dare mio figlio Davide (vedi nel sito Davide testimone di modificabilità cognitiva): essere giocatore di rugby agonistico, surfista, nuotatore, saper andare in giro da solo per la sua città di Garbagnate, prendendo autonomamente i mezzi pubblici per andare a scuola, il suo continuo e persistente programma equipollente a scuola dall'età di 6 anni che ho sempre difeso con tutte le mie forze convinta che la scuola è una palestra di riabilitazione cognitiva per lui, la sua presenza su Facebook, la sua capacità di gestire autonomamente cellulare, computer, chiavette USB e tutte le "diavolerie elettroniche" di ultima generazione, sono le testimonianze più belle sulla mia fiducia che la disabilità cognitiva si può e si deve superare.
Noi genitori dobbiamo credere nei nostri figli e dar loro occasioni continue di autonomia, fidandoci di loro.
Ogni volta che ho "osato" affidare a Davide delle consegne, rimuovendo con fatica i pregiudizi dentro di me, non mi ha mai deluso, anzi ho sempre dovuto solo stupirmi. So che sulla sua pelle sente che mi fido di lui, per questo si spinge oltre la sua disabilità e vince ogni volta, strabiliando tutti. La sua vita non è davvero diversa dalla nostra di normodotati, seppure a volte un po' faticosa.
Mi sono fidata di Reuven Feuerstein e credo che ci ciò che ha detto è vero: I CROMOSOMI NON AVRANNO L'ULTIMA PAROLA (intervista a Le Monde)
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Testimonianza (novembre 2011): Buonasera Nicoletta, sono davvero lieta e onorata dell'amicizia accordata. Il suo sito lo conosco bene: l'ammiro moltissimo per il suo lavoro e il suo contriburo! Sono una sostenitrice del metodo Feuerstein, appreso diversi anni fa, o meglio del pensiero di Feuerstein, che cerco di far conoscere e diffondere nelle piccole realtà scolastiche dove lavoro! Sarebbe bello un giorno, conoscerla di persona!!! Grazie ancora per tutto quello che fa e per il grande esempio che incarna per tante mamme!! Un cordiale saluto.
Testimonianza di una mamma (giugno 2011): Cara Dottoressa Lastella, ieri pomeriggio, dopo aver ritirato la pagella di B., (tutti sei e sette con obiettivi identici a quelli dei compagni) e quindi la promozione in terza media, ho pensato a lei. Parte di questo successo è suo (....). Grazie. T.
Testimonianza luglio 2006: Cara Nicoletta, vogliamo ringraziare te e tutta la vostra bella famiglia per la grande occasione che avete dato a C. e a tutti noi. Il viaggio a Gerusalemme siamo sicuri che sarà l'inizio di una nuova vita (questo ricordo per dirti quanto ti ho pensato). Con affetto. Fam. G.
Testimonianza marzo 2011: Carissima Nicoletta, ti scrivo queste due righe perchè voglio dirti una cosa che detta al telefono non avrebbe lo stesso peso, non avrebbe il peso che deve avere. Al telefono abbiamo sempre troppe cose da dirci... e tu faresti finta di non sentire o taglieresti corto e invece voglio che il messaggio arrivi forte e chiaro! GRAZIE.
Grazie per tutto quello che hai fatto per B. e per me. Voglio fare i complimenti a te e a M. per l'organizzazione di "Genitori Protagonisti" con il quale vedo materializzarsi tutto quello che ho imparato fino ad ora. E' lavorando con B. che mi sono resa conto, veramente, di quanto tu mi abbia insegnato e che con "Genitori Protagonisti" hai fatto un lavoro per noi veramente bello.
Grazie di cuore. Con affetto. C.
Dalla lettera di M. per Nicoletta Lastella la quale ha seguito M. personalmente nel percorso di potenziamento cognitivo
Mi chiamo M. C., ho 18 anni. Vivo a Milano con i miei genitori, mia sorella G. e il mio cane A. All'età di due anni e mezzo mi hanno diagnosticato una malattia: la sindrome di ....; una malattia genetica rara, che porta ritardi nello sviluppo psico-fisico, problemi al cuore, ai reni, pressione alta. A causa della mia malattia ho difficoltà a relazionarmi con i miei coetanei, con i miei compagni di scuola, perchè mi considerano "diversa" e perciò non ho amici.
Fortunamente faccio parte di un gruppo di scout, faccio anche del volontariato, aiuto i frati in cucina a preparare il pranzo per i poveri.
Vado a scuola, frequento il terzo anno di operatore sociale e quest'anno ho l'esame di stato. Per me non è stato facile affrontare la scuola, perchè ho incontrato delle persone che non credevano in me. Grazie ai miei genitori sono riuscita ad andare avanti, mi hanno sempre aiutato nei momenti difficili, mi hanno trasmesso emozioni, gioie e tanta speranza. Mia mamma mi ha insegnato a non arredermi mai. Mamma e papà hanno fatto il percorso PAS (.....) , l'ho fatto anch'io poichè è molto utile: ti insegna a memorizzare, a non ripetere gli stessi errori, a soffermarsi a pensare, a migliorare il comportamento. Grazie mamma di avermi messo al mondo. M.